Scegliere un cucciolo di Barbone in modo responsabile e la mia scelta irresponsabile.

Se vi apprestate a scegliere un cucciolo di Barbone, decisione saggia sarebbe leggere per intero il libro di Alexa Capra e Daniele Robotti “L’educazione del cane e del suo proprietario”.

Mi sarebbe tanto piaciuto leggerlo prima di prendere il mio cane, ma purtroppo ho fatto l’errore che fanno in molti: ho iniziato a studiare solo dopo aver scelto il mio amico.

Quello che più mi è piaciuto di questo libro è il ribaltamento della prospettiva! La domanda da cui partire, dice Alexa Capra, non è “Che caratteristiche deve avere un cane per farci felici?” ma piuttosto…

…”Quale cane possiamo fare felice?”

Scegliere un cucciolo, di Barbone o di qualunque altra razza o non razza, non è affar semplice. Sicuramente è una grande responsabilità! Il problema è che i cuccioli sono tutti belli. A remarvi contro c’è sempre il “fenomeno oh”. Le caratteristiche fisiche del cucciolo, che risvegliano in noi sentimenti di tenerezza e accudimento, possono farci sbagliare in un momento (io ho parzialmente sbagliato proprio così). Come giustamente è scritto in questo libro “Non esistono cani “da famiglia”, “da bambini” o “da appartamento”. Esistono individui con una loro personalità e una storia legata alla selezione di certe caratteristiche fisiche e attitudinali, se il cane che ci piace è di razza. Nei cani di razza possiamo prevedere le caratteristiche fisiche; in questo aspetto i cani di razza sono più uguali degli altri , ma rimangono comunque individui distinti e differenti”.

C’è da soffermarsi quindi sul concetto di individuo per fare una scelta consapevole e responsabile.

Se il vostro Barboncino è un individuo con delle caratteristiche sue proprie, che lo distinguono dagli altri, significa anche che avrà bisogni, motivazioni, emozioni diverse da noi o da un altro cane. Da questo deriva la vostra grande responsabilità. Diversamente da una persona, che se vuole può uscire da una relazione, il vostro barbone non può interrompere la convivenza con voi. Se si trova male nel suo contesto familiare lui non può andarsene. Ha ragione quindi l’autrice del libro, Alexa Capra, quando dice:

“Un cane dipende interamente da noi, per il suo benessere e la sua felicità: scegliere un cane che si adatta bene a noi non è un atto di egoismo, al contrario è il presupposto per una convivenza serena”.

Il libro prosegue spiegando quali sono le cose che si possono considerare quando ci troviamo davanti ad una intera cucciolata e dobbiamo scegliere il nostro futuro cane.

Questa parte del libro mi ha punto sul vivo, perché io non ho fatto niente di tutto quello che spiega. Al tempo non pensavo fosse rilevante. Ero dell’idea che per me contasse scegliere la razza giusta e stop. Devo dire che oggi me ne vergogno. Forse anche per questo non mi suonò strano scegliere il mio cucciolo per telefono e inviare un acconto per prenotarlo. “Va bene, allora prenoto il maschio marrone più piccolo”. Le mie parole mi risuonano nella testa e oggi mi sento proprio stupida per aver agito così. Mi sento sciocca anche per non aver insistito con l’allevatrice e preteso di vedere tutta la cucciolata, genitori compresi. Non ho visto niente, neanche l’allevamento in realtà. Non che non sia importante badare anche alla razza, ma io ho perso di vista tutta una serie di cose che oggi, diversamente da ieri, considero importanti. Per questo, quando sento le persone dire: “i cani sono tutti belli” o “un cucciolo vale l’altro”, mi fa un po’ impressione e prego che quelle persone lì abbiano la fortuna di prendere, a caso, il soggetto che fa per loro, o che loro siano i proprietari giusti per il cane.

Secondo Alexa Capra quando scegliete un cucciolo dovreste:

  •  restare con i cuccioli mentre sono svegli e attivi, e osservare come si comportano.
  • cercare di capire quanto sono socievoli, quanto sono attratti dall’uomo. “un cucciolo socievole vi viene vicino, cerca un contatto fisico e sociale, vi guarda in viso, esibisce i comportamenti di saluto e di sottomissione attiva: orecchie piegate indietro, leccare, scondinzolare, sguardo dolce.” “I cuccioli più motivati al contatto passano più tempo vicino a noi e reagiscono con segnali di contatto alla voce, alla nostra attenzione e alle coccole.”
  • tenere presente che un cane può essere socievole verso le persone e non esserlo verso gli altri cani. Vederlo interagire con i fratelli non vi dirà niente a 2/3 mesi sulla sua socievolezza verso gli altri cani.
  • cercare di capire quanto è confidente. “La confidenza è quanto un cane appare sicuro di se, soprattutto al di fuori dell’ambiente familiare. Un cucciolo può apparire molto forte e confidente, finché lo osserviamo dove è cresciuto, insieme ai fratelli, ma tutta la sua sicurezza  può svanire quando si ritrova da solo in uno spazio meno familiare o sconosciuto.” “Il grado di confidenza varia da ‘non avere paura di niente e di nessuno’ a ‘paura di tutto e di tutti’. La confidenza viene spesso confusa con la socievolezza” N.B. “Un cane molto sicuro non ha paura, non percepisce persone estranee, cani, luoghi o oggetti, rumori, come un pericolo ma questo non significa che gli piacciano, solo, non ne ha paura. La confidenza è un elemento importante nella vita di un cane, perché permette la capacità di adattarsi a un ambiente molto complesso, quello umano, e ai cambiamenti a cui può essere esposto il cucciolo o il cane adulto. Un cane insicuro può avere una vita normale, se vive in un ambiente poco stressante e prevedibile, e se ha una relazione forte e sicura con il proprietario.”
  • notare che rapporto ha con il gioco con giocattoli. Questo non è un fattore fondamentale nella convivenza tra uomo e cane ma secondo l’autrice può essere un forte fattore di coesione tra cane e proprietario e può contribuire a rendere il cane felice.

Ecco io non ho fatto niente di tutto questo, d’altra parte ho accettato di sceglierlo per telefono… spero che voi possiate fare meglio di me!

Altro argomento di cui parla Alexa Capra in questo meraviglioso libro e che mi ha toccata da vicino è:

Vero o falso?

“Tutti i cuccioli sono capaci di adattarsi alla famiglia, se ben educati” “FALSO!”

SBAM!

Riassunta in una frase tutta la mia superficialità nell’accogliere Marshal nella mia famiglia.

Avevo sempre avuto cani di famiglia, un po’ così… educati da tutti… uguale educati da nessuno. Nella mia ignoranza cinofila, avevo voglia di avere un compagno per me, mio marito e mio figlio che venisse su ben educato e da portare ovunque. Un cane che si adattasse benissimo a tutto e non desse problemi. Ero affascinata dallo squadrone di Border di mia cugina -educatrice cinofila- che sono dei soldati (nel senso buono del termine), capaci di tornare al richiamo durante una passeggiata in montagna (da liberi) e posizionarsi fermi in un punto per una foto.

Foto di Caterina Rolli

Nel mio cervello il Barbone aveva tutte le caratteristiche: docile, socievole, amante dei bambini, giocherellone ma anche tranquillo, anallergico, piccolo ma non troppo. Mi bastava prendere un cucciolo e con l’aiuto di qualcuno competente (tipo mia cugina) lo avrei plasmato a mio piacimento. Bhe, il cucciolo scelto al telefono mi ha sbattuto subito in faccia la realtà… avevo preso un individuo, con un carattere, una personalità e delle emozioni tutte sue. Soprattutto un cane ansioso. Indiscutibilmente intelligente ed anche pronto ad apprendere qualunque cosa, ma certamente non plasmabile come pensavo io. Dopo poco mi è stato chiaro che se volevo raggiungere alcune cose dovevo studiare, impegnarmi e impiegare tempo ed energia. Mi sono appassionata e grazie a questo posso dire che sto riparando ad alcuni errori fatti inconsapevolmente. Sono riuscita a trovare una connessione col mio barbone che non corrisponde molto allo stereotipo del “Barboncino”.

“Scegliere un cane di razza significa avere la possibilità di avere informazioni più dettagliate e specifiche, prima di tutto sull’aspetto fisico” Alexa Capra

Scoprire prima “L’educazione del cane e del suo proprietario”, per me sarebbe stato molto utile. Ringrazio gli autori per averlo scritto, e mia cugina per avermeli fatti scoprire, perché hanno cambiato la mia prospettiva. Non è scontato che un cucciolo e una famiglia possano condurre insieme una vita felice e funzionale, non era scontato neanche per me…

…per fortuna lo ho capito alla svelta e ho salvato capra e cavoli, o cane e famiglia che dir si voglia! Leggete il libro e non scegliete il vostro cucciolo al telefono! Cercate quale cane potreste far felice!