Il piano vaccinale del cane

Modi e tempi dei vaccini possono variare da cane a cane, a seconda della sua condizione clinica e dell’ambiente in cui vive, ma devono essere stabiliti sempre da un medico veterinario.

L’Associazione mondiale dei veterinari per piccoli animali (WSAVA – World Small Animal Veterinary Association) distingue tra vaccini “Core” (raccomandati) e vaccini “Non-Core” (consigliati nei soggetti a rischio). Tutti i cani, di qualsiasi età, dovrebbero essere sottoposti ai vaccini “Core” perché sono quei vaccini che proteggono da agenti patogeni potenzialmente letali. I vaccini “Non-Core”, invece non sono ritenuti essenziali per tutti i cani ma solamente per i soggetti a rischio. Valutare se un cane è a rischio o no spetta al veterinario.

Quando si acquista un cucciolo è importante verificare l’andamento del piano vaccinale portato avanti dall’allevatore o da chi cede il cane. Ricordiamo che è altrettanto importante vaccinare un cane che si prende da adulto.

Un cane per essere vaccinato deve essere sano!

Il primo intervento da fare riguarda i parassiti, che sono normalmente presenti nell’ intestino del cucciolo. Si raccomanda l’esame delle feci, che deve essere eseguito da un veterinario, prima di somministrare il vermifugo. Per ridurre il rischio di effetti collaterali è importante anche stare attenti che il cane non presenti febbre, diarrea o altri sintomi di un’eventuale malattia. Nel caso in cui il soggetto non fosse in piena salute sarà opportuno rimandare il vaccino fino a quando il cane non sarà guarito completamente.

Vaccinare il cucciolo

Con la fine dell’allattamento termina la protezione degli anticorpi materni, trasmessi attraverso il latte durante le prime settimane di vita. A circa otto settimane è consigliabile iniziare con il ciclo vaccinale. Il primo vaccino introduce nel cane batteri/virus inattivi. Il corpo reagisce a queste sostanze producendo gli anticorpi necessari per far fronte agli agenti patogeni che causano le eventuali infezioni. L’immunità totale dalle malattie contro le quali si effettua il vaccino si ottiene però dopo il secondo o il terzo richiamo. Il primo vaccino non basta, serve solo per attivare il sistema immunitario, quindi non proseguire con i successivi richiami non ha senso e non garantisce nessuna immunità al cane. Dopo il terzo richiamo si considera conclusa l’immunizzazione primaria.

Va ricordato che con il tempo la risposta immunitaria si riduce. Per fare in modo che il cane sia sempre protetto contro le malattie infettive, andranno fatti dei richiami annuali. Oggi molti veterinari considerano sufficiente un richiamo ogni tre anni per la maggior parte dei vaccini.

Primo, secondo e terzo vaccino.

Il primo vaccino è un vaccino monovalente contro la Parvovirosi, una malattia mortale che presenta vomito e diarrea sanguinolenta. Si somministra tra la 8° e la 12° settimana di vita. Molti consigliano di farlo intorno ai 50gg di vita. A distanza di almeno 21 gg l’uno dall’altro si possono effettuare il secondo e il terzo vaccino, che sono vaccini pentavalenti che proteggono da:

  • il cimurro canino, una malattia infettiva talvolta denominata “malattia del piede duro” perché può provocare nei cani un indurimento dei cuscinetti plantari, nonché scolo dal naso, tosse, febbre, vomito e diarrea, salivazione eccessiva e, in alcuni casi, convulsioni;
  • l’adenovirus canino, che provoca un’infezione epatica acuta, con possibile insorgenza di segni di itterizia (ingiallimento di cute e occhi);
  •  la parvovirosi canina, una malattia infettiva che può colpire gravemente i cuccioli, provocando letargia, febbre, vomito e diarrea sanguinolenta;
  • il virus della parainfluenza canina, che provoca la cosiddetta “tosse dei canili”;
  •  la leptospirosi, una malattia batterica che può essere trasmessa tramite le urine infette e determina emorragia, epatite (infiammazione del fegato) e itterizia o nefrite (infiammazione dei reni);
  • la rabbia, una zoonosi (malattia che può essere trasmessa all’uomo) di origine virale che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), portando alla morte. Generalmente si
    trasmette attraverso il morso di animali infetti.

Ricordiamo anche che in caso di viaggi (regioni italiane di confine e isole, oltre che nel resto d’Europa), o di partecipazione a concorsi e mostre canine è necessario vaccinare contro la Rabbia. A norma di legge, la vaccinazione deve avvenire almeno un mese prima e l’animale deve essere accompagnato da passaporto rilasciato dalla ASL di residenza.

Vaccini opzionali per cani a rischio.

  • Tosse dei canili (tracheobronchite infettiva)

I cani più a rischio di tosse dei canili, o di parainfluenza, sono soprattutto quelli che vivono in canile. Questa malattia virale molto contagiosa porta gravi disturbi respiratori (generalmente tosse acuta e secca) e può condurre alla polmonite, soprattutto nei soggetti dal sistema immunitario più debole e, in alcuni casi, anche alla morte.

  • Borreliosi

La causa principale di trasmissione di questa malattia batterica è il morso delle zecche. In genere non sviluppa sintomi evidenti, ma, in base alla varietà del batterio patogeno, può condurre a disturbi neurologici come spasmi e paralisi, e quindi alla morte del cane. I cani affetti da borreliosi presentano apatia e rifiuto per il cibo. Anche proteggere il cane con un antiparassitario può aiutare nella prevenzione di questa malattia. 

  • Babesiosi

Anche la babesiosi, o piroplasmosi, viene trasmessa dal morso delle zecche. Questa malattia infettiva aggressiva, che si presenta con febbre elevata, se non trattata correttamente conduce in pochi giorni alla distruzione dei globuli rossi e quindi alla morte del cane.