Il mio barboncino non sa restare da solo.

Uno dei problemi che lamentano i proprietari dei Barboni è quello di ritrovarsi un cane incapace di rimanere a casa da solo.

Il mio barboncino non sa restare da solo.

I Barboni, spesso vengono descritti come appiccicosi, delle vere e proprie cozze attaccate ai loro umani. La colpa molti la attribuiscono al “non aver insegnato subito al cucciolo la solitudine”.

Io avevo un barbone così.

Si disperava come un pazzo ogni volta che me ne andavo. Ho capito dopo che lo stavo rovinando io, per dare retta a tutti i “buoni consigli” ricevuti. In molti mi mettevano in guardia contro il famoso “attaccamento eccessivo”. Questo andava evitato in tutti i modi altrimenti non sarei riuscita più ad andare neanche al bagno da sola. Vi immaginate che vita a non potersi staccare più un minuto dal proprio barboncino? E che vita per un cane non potersi staccare per un momento dal suo umano? …un inferno!

Tutto vero, ma la differenza sta nel come si ricerca questa indipendenza salutare.

La mia fortuna è avere una cugina competente in materia, purtroppo lontana ma molto disponibile.

Avere una educatrice cinofila in famiglia ha indubbiamente i suoi vantaggi. Lei mi ha indirizzata verso un centro cinofilo dove attualmente facciamo sport, cosa che diverte tutta la famiglia e ha contribuito a creare un rapporto sano col “barboncino-cozza”. In più nelle lunghe chiacchierate che spaziavano soprattutto tra cani e bambini, parlando dell’attaccamento nei bambini, ci siamo rese conto (più io che lei che probabilmente già lo sapeva da un pezzo) che, se è tanto importante per un bambino creare un attaccamento sicuro con le persone di riferimento, perché mai non dovrebbe esserlo anche per il cucciolo?

Mia cugina, capito che il mio interesse cinofilo stava crescendo e maturando, mi ha indirizzata ai testi di Alexa Capra.

Ho scoperto il mondo che cercavo, la chiave di lettura che mi serviva, una cinofilia finalmente intelligente e moderna, scientifica anche! Vi riporto direttamente alcune righe dell’ ultimo libro di Alexa Capra e Daniele Robotti.  “L’educazione del cane e del suo proprietario” Per me sono state importanti.

Studi recenti hanno però dimostrato che gran parte dei problemi di separazione sono legati a un attaccamento insicuro: non è il troppo amore che causa la dipendenza ma l’instabilità che causa ansia e incertezza.

Per un cucciolo è normale sentirsi disperato se rimane da solo. I cani sono animali familiari e a 2 mesi i cuccioli non sono pronti a restare da soli, a quella età sono troppo immaturo e troppo vulnerabili, per sopravvivere senza la famiglia e per questo motivo piangono. Non ha senso adottare un cucciolo e lasciarlo da solo per otto ore al giorno, quindi dobbiamo organizzarci con parenti, amici e dog sitter. Io ho avuto la fortuna di avere due fantastiche dog sitter, negli ultimi anni: Bullet e Brick, due Staffordshire Bull Terrier con una incredibile attitudine alle cure verso i cuccioli. Non si deve abituare un cucciolo alla solitudine, ma dargli strumenti affinché sopporti la solitudine senza disperarsi.

Per me è stato fondamentale mettermi alla ricerca di quegli strumenti che avrebbero potuto generare sicurezza nel mio cane.

Trovarli non è stato semplice: devo studiare tutti i giorni, osservare molto e sforzarmi di entrare in un mondo e in una comunicazione che non è la mia. Quando vi liquidano con “dagli la tua maglietta, lascialo con il kong pieno di cibo, quando rientri e ti fa le feste ignoralo” e altre perle del genere, sappiate che siete lontani anni luce dalla risoluzione del vostro problema. Non che il Kong e un indumento con il vostro “odorino” non servano, sicuramente aiutano ma non sono sufficienti. È più utile capire che vivete con un essere pieno di energie se cucciolo, o pieno di ansia se adulto o entrambe le cose a tutte le età. Soddisfare il bisogno di gioco, di attività e di contatto sociale è un consiglio migliore. Oltretutto il Barbone è un cane estremamente intelligente e ha bisogno di attività mentale oltre che fisica.

Mia cugina, lo sport, i libri di Alexa Capra e di altri, mi hanno fatto capire l’importanza di conoscere la personalità del mio cane, capirla e accettarla. Attivarmi per creare fiducia nel suo nucleo familiare e senso di sicurezza è un grande lavoro che va fatto quotidianamente, per garantire una vita serena sia a noi che al nostro amato Barbone.

Aiutare un cucciolo a stare da solo non è solo una comodità, è impegnarsi a creare un rapporto di fiducia che trasmetta sicurezza e benessere.

Non basta appioppargli un gioco o una cosa con il nostro odore e andarsene, sperando che prima o poi impari a calmarsi da solo e a non disturbare più il vicinato. Serve tutto il nostro impegno!

Non ho dato consigli pratici, quindi forse questo articolo non avrà molto successo ma preferisco riportare la mia personale esperienza. Oltretutto non saprei dire cosa potrebbe essere di aiuto a voi e al vostro cane in particolare, ma se posso dare un consiglio… se partite da questo bellissimo libro di Alexa Capra e Daniele Robotti non sarà sicuramente tempo perso. Se amate il vostro cane e avete una mente aperta, questo libro accenderà la vostra voglia di approfondire, e al vostro cane è questo quello che serve: la vostra curiosità! Io non voglio liquidare nessuno con ricettine facili, io non ne sono capace e non mi piacciono. Sono convinta che i cani sono creature più o meno complesse, sicuramente che meritano rispetto, impegno e comprensione.

In bocca al lupo!