Cooperative Care.

Cooperative Care

In seguito ad un seminario online sul Cooperative Care, tenuto da Stefania Buonarota, educatore cinofilo Gentle Team, ho pensato che l’argomento potesse essere estremamente interessante per tutti, anche per i “barbonisti”.

I Barboni, come tutte le razza dal mantello importante, hanno la necessità di dedicare tanto tempo alle cure igieniche, ma non per tutti sono pratiche ben accette. Il Cooperative Care apre una speranza a tutti quei proprietari che per svariate ragioni hanno un barbone refrattario alle manipolazioni. Coraggio, c’è la luce infondo al tunnel! Anche il vostro cane può vivere meglio questi momenti ed essere più tranquillo, rilassato e cooperativo. Leggete l’articolo di Stefania Buonarota e se volete approfondire l’argomento potete contattarla, trovate i recapiti alla fine dell’articolo.

Buona lettura.

Cooperative Care

Articolo di Stefania Buonarota, educatore cinofilo Gentle Team.

Cooperative Care, o Medical Training/Fear Free Training/Cooperative Husbandry

Tanti nomi per indicare l’approccio alle manipolazioni, necessarie per la gestione e la cura degli animali, libero da paura e basato sulla fiducia e la collaborazione.

Di cosa si tratta?

Di allenare gli animali in modo specifico per le manipolazioni necessarie, per esempio, per le visite e le cure mediche, ma anche per la pulizia, la toeletta, il taglio delle unghie.

E’ una pratica ormai piuttosto comune nella gestione degli animali selvatici ospitati in zoo o santuari. Avendo a che fare con animali selvatici, ci si è dovuti ingegnare per trovare alternative al contenimento fisico o all’anestesia, che fossero efficaci, prive di rischi sotto il profilo della salute (di animali e operatori) e compatibili in generale con il benessere degli animali coinvolti.   

Così, da molti anni, gli animali vengono addestrati a cooperare alle manipolazioni in modo da ridurre, se non annullare, lo stress legato a quelle stesse manipolazioni. Invece che essere costretti, sono gli stessi animali ad assumere e mantenere le posizioni necessarie per le manipolazioni (porgere il collo o una zampa per il prelievo di sangue, salire sulla bilancia, aprire la bocca, attaccare il petto alla gabbia per farsi fare un’eco-cardio, mettere la zampa sulla piastra per le lastre o infilarla nel manicotto per la misurazione della pressione, seguire un oggetto per spostarsi da un settore all’altro ,ecc..) ; degli specifici comportamenti vengono usati dagli animali per manifestare agli operatori il proprio consenso a collaborare.  

Conoscere passo passo, cosa succederà, conoscere l’eventuale attrezzatura utilizzata, sapere di poter interrompere in qualunque momento la procedura, aver associato positivamente quel tipo di attività e contesto, avere sviluppato una forte motivazione ad esibire i comportamenti per la collaborazione e aver sviluppato una forte fiducia nei confronti dell’operatore, permette di ridurre o azzerare lo stress.

La scienza da tempo ha dimostrato che due fattori che hanno un forte impatto sui livelli di stress sono proprio: prevedibilità e controllo. Più le situazioni sono prevedibili, più ho controllo su cosa succede, meno è lo stress.

Inoltre la fiducia verso l’operatore ha come effetto l’aumento della motivazione a collaborare.

Così, mentre da anni, animali selvatici sono addestrati e messi nelle condizioni di affrontare serenamente situazioni che potrebbero essere per loro fortemente stressanti se non addirittura pericolose, i nostri cani continuano ad esser legati, rimproverati, minacciati e contenuti fisicamente se riluttanti o spaventati da certe manipolazioni, solo perché sono i nostri cani, per cui manco ci poniamo il problema se sia lecito ed accettabile quello che facciamo loro, se ci siano alternative.

Ma siamo proprio NOI come proprietari, istruttori, medici, ecc… che dovremmo metterli nelle condizioni di fare e stare meglio.

Baku, Pastore Tedesco di 5 anni e mezzo, che collabora alla terapia mantenendo la posizione “steso sul fianco” per tutta la durata della seduta (1 ora)
Baku in fase di addestramento per il comportamento “open mouth”; il cane impara ad aprire e tenere ben aperta la bocca, senza che dobbiamo aprirla noi con le mani nel momento del bisogno. Questo comportamento è utile nel caso dobbiamo controllare bocca e denti e se dobbiamo far medicazioni/pulizia orale.
Dialì, 13 anni, nella posizione “chin rest”; il mento fermo sulla mano è utile per controllare occhi e orecchie e anche le gengive nella parte esterna
Baku, “Chin rest”, su un target, qua un cuscino

Stefania Buonarota, I Cani del Promontorio, Fondi (LT).

www.icanidelpromontorio.it

stefania@icanidelpromontorio.it

Tel. 348.0415512

Istruttore Cinofilo Gentle Team