Acquisto incauto di barboncino o vittime del “fenomeno oh”?

Foto e cuccioli di Indrè Kalan

Se un venditore di cani riesce a rifilarvi una fregatura, nonostante siate persone abbastanza informate, sappiate che non è solo colpa vostra. E’ colpa del venditore che vi vuole fregare ma anche del “fenomeno oh”!

Sto leggendo un bel libro:

“All’altro capo del guinzaglio” di Patricia B. McConnell e ho ritrovato il concetto del “fenomeno oh” che mi era familiare dai miei studi universitari. La cosa mi ha fatto piacere perché mi ha confermato ancora una volta che, non sempre le persone si fanno fregare, o fanno un acquisto incauto ma che, il più delle volte, chi vende cani purtroppo sfrutta il “fenomeno oh”. Vi spiego cos’è, così che non diate la possibilità a qualcuno di usarlo contro di voi.

Scrive la McConnell nel suo libro:

“Gli umani vanno pazzi per i cuccioli. Ogni volta che ne vediamo uno ci sciogliamo come burro al sole di luglio…”

“Naturalmente non lo facciamo solo per i cagnolini. Andiamo pazzi per tutti i piccoli mammiferi, dai micetti agli elefantini. C’è una ragione e deriva dalla nostra natura di animali sociali che dipendono in tutto e per tutto dagli adulti per la sopravvivenza. Totalmente indifesi al momento della nascita, non avremmo una sola possibilità al mondo senza lunghe e intense cure dei nostri genitori…”

“Sebbene i cuccioli nascano indifesi come i neonati della specie umana, i cani crescono molto più in fretta di noi…”

“In confronto agli agnelli , i cani hanno uno sviluppo lento, ma noi umani in confronto a loro andiamo a passo di lumaca. Questa lentezza dello sviluppo ha uno scopo: per cavarsela in una società complessa come quella dei primati occorre una notevole dose di esperienza e di apprendimento. Per gli scimpanzé, i bonobo, i gorilla o gli esseri umani ci vogliono decenni. Durante questo processo di sviluppo al rallentatore i bambini possono essere dipendenti, ma non sono privi di poteri. I bambini sono armati di una serie di segnali visivi che possono far cadere un adulto ai loro piedi. Il visetto dolce di un bambino di due anni dagli occhi grandi ha il potere di sciogliere anche il più duro degli adulti. I nostri piccoli non sono una versione in miniatura dei grandi: hanno caratteristiche anatomiche che sollecitano le cure degli adulti allo stesso modo in cui la luce attira le falene svolazzanti. In rapporto al resto del corpo, i bambini hanno in proporzione occhi e testa più grandi degli adulti: hanno la fronte più spaziosa, gli occhi distanti e per giunta gli arti sembrano più grossi rispetto al resto del corpo. Questa serie di proporzioni infantili suscita una reazione condizionata. “Oh”, sospiriamo nel vedere la foto di un neonato, rispondendo con caldo sentimenti di sollecitudine e protezione. La reazione è così universale che gli psicologi la chiamano “fenomeno oh”…”

Foto e cucciolo di Indrè Kalan

“Questa reazione non è sciocca e non è insignificante, anzi è importante sul piano biologico. Se gli adulti non reagiscono a questi segnali, non saranno genitori riusciti e se non lo saranno, non trasmetteranno molti dei loro geni. In questo modo la selezione naturale ha creato una specie che va in brodo di giuggiole quando vede neonati e tratti caratteristici dei neonati…”

“Ogni mammifero con la testa e arti maggiormente sviluppati rispetto al corpo tende a ricevere la stessa risposta affettuosa. Cagnolini, gattini e orsetti provocano tutti la stessa reazione nella maggior parte degli umani, perché hanno tutti una serie universale di tratti infantili che vanno dritti al cuore…”

Continua la McConnell raccontando la triste storia degli uccelli canori

Questi pesci reagiscono al becco aperto dei loro piccoli che chiedono cibo. Capita che questi uccelli cadono però nella trappola dei pesci che saltano fuori dall’acqua, a bocca spalancata, e riescono a mangiarsi gli uccelli che si abbassano verso di loro confusi dalle bocche aperte, che gli ricordano i loro piccoli da sfamare.

Ecco, noi umani spesso facciamo la fine degli uccelli canori: preda del “fenomeno oh”, ci lasciamo sedurre dalle caratteristiche infantili dei cuccioli e non siamo più in grado di ponderare la scelta.

Spesso ci rimettiamo noi, cadendo nei tranelli dei commercianti di cani. Altrettante volte, però, il “fenomeno oh” va a scapito del cucciolo stesso, che si vede poi rifiutato da adulto, perché la scelta dell’umano è stata fatta sull’onda di un sentimento transitorio e non spinto dal desiderio profondo di accogliere una creatura per sempre, con tutto quello che ne comporta.

A me il “fenomeno oh” ha procurato un bellissimo barbone leggermente prognato.

Se penso al giorno in cui mi è stato consegnato, ricordo benissimo che tutte le informazioni che avevo raccolto, tutte le lezioni per un acquisto sicuro, sono svanite dalla mia testa in un secondo. Mi è bastato guardare quella palletta pelosa! A me è andata bene perché il difetto del mio cane non è gravissimo. Al mio cane anche è andata bene, perché la persona incapace di fare una scelta col cervello quando lo ha preso era però molto sicura di volerlo nella propria famiglia tutta la vita, nonostante tutto. Per il futuro non scorderò più l’esistenza del “fenomeno oh” e in particolare queste righe della McConnell:

“E’ difficile prendere una decisione ragionevole quando avete sotto gli occhi la cucciolata più graziosa che abbiate mai visto in vita vostra. Le creature dall’aspetto infantile hanno su di noi un effetto così forte che la sola vista di un cucciolo può modificare l’equilibrio degli ormoni del nostro corpo. Questi ormoni non vanno presi sottogamba; sono forze importanti, che possono esercitare una influenza profonda su quello che facciamo. Quindi quando guardate i cuccioli, ricordatevi di quegli uccelli che non riuscivano a non nutrire i pesci invece dei loro piccoli, e chiedetevi qual’è il motivo per cui volete portarvi a casa il cuccioletto dagli occhi grandi che state guardando: il “fenomeno oh”, o la decisione meditata di tenere con voi un cane per i prossimi quindici anni? Io mi rifiuto di guardare i cuccioli finché non ho deciso se mi piacciono i genitori, perché una volta che sono circondata da un branco di cuccioli con l’alito dolce e la pancia di velluto è finita.”

Detto questo il consiglio più saggio da seguire è:

Studiare tutto, genitori, documenti, allevatore, prima di vedere i cuccioli ed essere sopraffatti dal “fenomeno oh”!